Enormi installazioni dai colori accesi e impressionanti sculture geometriche interattive, sono la cifra stilistica di Cyril Lancelin. Knot, come riporta il suo stesso titolo, è un’installazione che si ispira ad un nodo di maglia, il nodo trifoglio, una forma primitiva su cui si modella il disegno della struttura tridimensionale; una linea di cui non si ha percezione dell’inizio e della fine ma solo del suo sviluppo.
Con questa installazione immersiva Cyril Lancelin permette di esplorare lo spazio in modo nuovo: insoliti e nuovi confini di separazione creati dalla sua opera portano lo spettatore ad interagire ed immergersi, il volume non permette una visione d’insieme dello spazio circostante; tutto è riportato al rapporto con il corpo umano e al visitatore messo al centro dell’opera. L’esperienza vissuta dal pubblico è una componente essenziale dell’approccio dell’artista: la forma labirintica stimola ad intraprendere direzioni ignote, superare i possibili ostacoli, smarrirsi e farsi sorprendere incappando nella strada giusta. Il colore rosso, in pieno contrasto con l’ambiente che la ospita, permette di staccarsi dalla normale percezione. Attraverso questa esperienza immersiva, architettonica ed artistica apprendiamo alternative nuove alle usuali partizioni che compongono gli spazi.

L’ARTISTA

Cyril Lancelin (1975, Lione, Francia) è un artista francese.
Cyril Lancelin sviluppa un lavoro ibrido fatto di sculture, installazioni immersive, disegni, esperienze virtuali e video che creano legami tra il fisico e il fittizio.
È da un vocabolario plastico basato sulla geometria primitiva che collega l’architettura e il corpo umano, il quotidiano e il funzionale, il perenne e l’effimero, la scienza e la natura.
Ha iniziato la sua carriera negli anni ‘90 lavorando per studi di architettura e artisti a Parigi e Los Angeles, utilizzando tecniche di modellazione 3D e immagini virtuali, dopo questo periodo nel 2016 ha aperto un suo studio, Town and Concrete. Attualmente la sua ricerca si concentra anche sulla Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata, per l’esplorazione delle diverse dimensioni del reale. La sua pratica è plasmata dall’immersione e dal movimento, dall’innovazione, dalla ricerca di un mondo che è per metà virtuale e matematico e per metà reale. Ha realizzato le sue installazioni in occasione di vari eventi in giro per il mondo, dalla Cina all’Europa, dai Paesi Arabi all’America. Le nozioni di ripetizione e generazione parametrica sono temi ricorrenti nel suo lavoro. Anticipa il nostro passaggio in un mondo di dati moltiplicati e condivisi.